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sabato 21 aprile 2012

Riflettori puntati sulla Superenduro di Coggiola: il nostro esordio



Coggiola, Domenica 1 Aprile 2012

A Coggiola si riapre il sipario della Superenduro, dopo Sanremo, ed i Bricchers rispondono ‘presente’ a questa manifestazione che per la seconda volta ha luogo in questo paesino  che si distende sulle Prealpi biellesi della Val Sesia. Per tutti noi è l’esordio assoluto in questa manifestazione, in pieno spirito ‘bricchers’, senza troppe pretese ma con la voglia, quella si, di far parte di quest’evento tutti insieme per divertirsi e sprigionare la passione per questo sport in sella alle nostre mountain bike.

Un piccolo passo indietro..

In settimana alcuni di noi, fra cui Sergio con una irrefrenabile smania di provare il suo nuovo mezzo, scappando dai relativi posti di lavoro, hanno effettuato un primo sopralluogo dei sentieri oggetto della gara; punto d’incontro immancabilmente il negozio Olmo di Alessandria  e dopo circa un’ora e mezza siamo a Coggiola. La giornata è veramente calda, circa 26 °C, clima davvero insolito per questo periodo dell’anno per cui c’è bisogno anche di tanta grinta per affrontare al meglio i sette chilometri  di salita (da ripetere tre volte in gara) che ci attendono per arrivare in cima alle varie Prove Speciali.
La salita insieme al caldo si fanno subito sentire, anche se c’è da dire che dal punto di vista fisico siamo in generale tutti ben allenati in quanto durante l’inverno chi più, chi meno, abbiam avuto modo di praticare il nostro passatempo preferito;  complice sicuramente un inverno ‘amico’ non siamo praticamente rimasti mai a digiuno di mountain bike. I primo caldi però sono davvero i più temibili per cui oltre a ciò bisogna tirar fuori qualcosa in più;  solo la forza di volontà e la grinta riesce a permetterti di "buttar il cuore oltre l’ostacolo" quando vedi la spia della riserva accendersi.
il mercoledì prima della gara.. sulle tracce della Superenduro

Arriviamo in cima al punto di partenza da dove si diramano la PS1 e la PS3, quattro chiacchiere con i bikers del posto e con chi, come noi, è venuto a provare i sentieri di gara, indossiamo le protezioni, caschi e siamo pronti a scendere dalla PS1. I sentieri sono tutti segnati e fascettati alla perfezione, ovviamente qui il fondo è ben diverso da quello che i bikers hanno trovato a Sanremo; questi boschi e sentieri mi ricordano vagamente i nostri nella Val Curone, il sottobosco più ‘morbido’ e ‘filante’ rispetto alla roccia ligure ma non per questo privo d’insidie, anzi!
Arrivati nuovamente nel paese sostiamo qualche secondo per toglierci protezioni e caschi integrali e ripartiamo verso i nostri sette chilometri di salita sotto un sole caldo quasi da fine maggio-inizio giungo per giungere all’inizio della PS2 e provare anche questa discesa che, visto l’orario, sarà probabilmente l’ultima della giornata. Letteralmente stupenda questa Prova Speciale, caratterizzata da diversi salti, tratti tecnici e molto divertente allo stesso tempo, ci sarà da divertirsi anche in gara!
Il giorno prima della gara
Il giorno che precede la gara è un continuo di telefonate fra di noi, per organizzarci con le macchine e trattare con Yuri per l’orario di partenza, alla fine riusciamo a strappargli un 5.45 anziché le 5:00, per fortuna! Sento palpabile l’emozione e la carica di noi tutti per questa nuova elettrizzante esperienza!
La gara
Arrivati a Coggiola anticipando il canto del gallo ci dirigiamo verso il punto di ritrovo per il ritiro pacchi gara ma  c’è da aspettare ancora un po’ e così “colazioniamo” in un bar vicino. Coggiola per l’occasione s’è rifatta il look e tutti i bar e ristoranti, oltre ai volontari della Pro Loco, sono pronti ad accogliere tutti i bikers del circuito Superenduro. Durante l’attesa per il ritiro dei numeri di gara facciamo conoscenza con un soggetto interessante e simpaticissimo, un signore che fa parte dell’organizzazione che solo dopo alcune battute scopriamo essere il signor Lupato, padre dei fratelli Lupato. Bello anche il momento in cui il nostro Fede parlando con papà Lupato gli chiede direttamente i suoi segreti di famiglia per crescere a pane e mountain bike, come fece lui stesso, i figli affinchè possano essere così  esageratamente veloci.

l'attesa prima della partenza
Una volta ritirati i numeri corriamo ad allestire le nostre mountain, appiccichiamo i vari adesivi, e ritorniamo al parterre di gara. La competizione ha inizio e, fatto salvo per i primi concorrenti (i più forti) partiti singolarmente, si parte a tre a tre sfalsati di un minuto circa. Per noi l’attesa è lunga visto che i nostri numeri partono dal 281 per arrivare al 285.
In breve la competizione prevede tre trasferimenti di sette chilometri circa per raggiungere le tre prove speciali: la PS1 denominata ‘Bella Zio’, la PS2 ‘Pian delle Rape’ e la PS3 ‘Gogher’. Si hanno 45 minuti per raggiungere i punti di partenza delle varie prove speciali, un eventuale ritardo nel trasferimento comporterebbe una penalità da conteggiare al termine con le somme complessive dei tempi nelle varie prove speciali.

punzonatora dei mezzi avvenuta!! 

Foto di gruppo, 'I Bric' alla Superenduro 2012 di Coggiola 

Il primo trasferimento lo completiamo tutti e 5 in gruppo, senza particolari difficoltà, per raggiungere la partenza della prima prova speciale. L’attesa 'snervante' ormai è giunta al termine, è arrivato il momento di indossare protezioni e caschi integrali e darci dentro!
Parte Matteo, Fede, io, Yuri e poi Nicola a chiudere il nostro gruppo. Direi nel complesso bene il gruppo ma personalmente non rimango soddisfatto della mia prima prova speciale in quanto ho avuto un incontro un po’ troppo ravvicinato con il terreno per via di una caduta, affrontando la discesa con troppa foga. Stringo i denti e riparto insieme agli altri per il secondo trasferimento.
Nel secondo trasferimento la fatica inizia a farsi sentire per qualcuno di noi, il nostro Yurino arriva al limite del tempo causa qualche acciacco alla schiena,  giusto il tempo d’infilarsi le protezioni, casco integrale, un lungo respiro e via per la PS2!!
Decisamente meglio la seconda prova speciale, davvero bella e veloce sia  per le linee che per i  salti, inoltre siamo riusciti ad affrontare senza problemi qualche tratto che mercoledì ci sembrava ostico, bravi tutti!
basta chiacchiere lasciamo un pò di spazio a qualche bella foto sui sentieri di Coggiola
ph. Arianna Artico - MTB 'I Gufi'











foto di Alessandra Tommei

Al termine della PS2 ci ritroviamo tutti di nuovo alla partenza per il controllo orario, da qui ancora una attesa di circa trenta minuti (probabilmente troppi) prima di ripartire per il terzo ed ultimo trasferimento per l’ultima prova speciale. Il terzo trasferimento è chiaramente quello più selettivo, la giornata è anche abbastanza calda per cui tutte queste variabili incidono molto sul rendimento in gara; purtroppo Yuri non riesce ad ultimare il trasferimento e completare così l’ultima prova. Complessivamente quest’ultima è la più semplice delle prove speciali e, visti i ventuno chilometri di trasferimenti, dico anche ‘per fortuna’. Al termine dell’ultima PS ci si sente davvero carichi, l’iniezione di adrenalina somministrata con le discese affrontate quest’oggi si fa sentire e come!

I risultati

A dominare anche quest’anno è il padrone di casa Alex Lupato con un tempo complessivo di 16’01”, secondo Davide Sottocornola con un 16’13” e terzo il campione italiano Adrea Bruno con un tempo di 16’20”, fantastici! Guarda tutte le classifiche
 Qui invece i nostri tempi personali

Finalmente a tavola!

Conlclusa la prova andiamo verso le auto per smontare le bici e cambiarci in un baleno per poi tornare dove la Pro Loco di Coggiola ha allestito l’area di ristoro. Menù del giorno polenta e formaggi innaffiata da una buona birra, queste si che sono soddisfazioni.. unico rammarico della giornata quello di non aver aspettato, per nostre ragioni di tempo, la  salamella con patate (in alternativa alla polenta) a volte la vita sa esser proprio crudele!

E così la prima gara del nostro gruppo alla Superenduro si è conclusa, ringraziamo tutte le persone che con noi hanno condiviso questa bellissima giornata, oltre ovviamente alla Pro Loco di Coggiola per l’organizzazione - un'esperienza davvero unica perchè trascorsa insieme ad amici prima che compagni di squadra.. alla prossima ragazzi!

lunedì 9 gennaio 2012

Prima uscita dell'anno a Finale Ligure: se il buongiorno si vede dal mattino..

Finale Ligure (SV), Sabato 7 gennaio 2012








Sveglie puntate alle ore 6:30 am (alle 6:00 per i più meticolosi), appuntamento alle ore 8:00 presso il negozio. Ai più potrebbe sembrare il classico ritrovo dei compagni bricchers stradisti ed invece trattasi proprio dei loro cugini "brutti sporchi e cattivi", quelli della mtb. Borse e zaini pronti dalla sera prima, un caffè ed inizia la vestizione.
Mi piace pensare a questo momento come ad una sorta di 'rito propiziatorio' per ogni biker, un momento fatto di gesti e movimenti ripetitivi, forse anche scaramantici, ma che possono anche servire a meglio concentrarsi - stessa cosa dicasi per il pre-partenza, nel momento in cui ci allacciamo il casco nuovo appena acquistato, infiliamo i guanti e controlliamo con estrema meticolosità che non manchi nulla nello zainetto.

Sul calendario alla data odierna una sola parola scritta a lettere cubitali: FINALE!
Finale Ligure per gli amanti della mountain bike rappresenta una sorta di "mecca" e non solamente perchè sede della celebre 24 ore, in questa località si snoda una serie interminabile di sentieri in grado di soddisfare appieno la 'fame' di ogni bikers in una cornice davvero unica. Bikers da tutto il mondo farebbero carte false pur di esser catapultati su questi sentieri anche solo per un giorno, per questo dobbiam ritenerci molto fortunati.

Partenza prevista per le ore 9:30 con ritrovo presso il parcheggio di Finale, il tempo di ultimare i preparativi ed aspettare gli ultimi arrivi, fra cui Paolino già da qualche giorno da queste parti in avanscoperta. Il gruppo quest'oggi, ben nutrito ed affiatato, sarà guidato da Sergio Accornero del Cai di Novi Ligure.


Ai nastri di partenza siamo dunque in dieci, finalmente siamo pronti a partire! alcuni di noi attendevano questo momento da giorni, se non settimane - chi perchè non essendoci mai stato ed avendone sentito parlare spesso aveva accumulato una grande aspettativa, altri invece proprio perchè già 'rodati' su questi sentieri non vedevano l'ora di tornarci.
Percorriamo un paio di chilometri su strada asfaltata passando per località San Bernardino, prima di addentrarci completamente nella natura circostante fatta di boschi di conifere meravigliosi. Il clima è davvero generoso, c'è una leggera brezza che arriva dalle montagne, ma la temperatura è fantastica se si pensa che siamo nel periodo solitamente più freddo dell'anno.

Dopo una manciata di chilometri in salita all'interno del bosco iniziamo la prima discesa della giornata, letteralmente fantastica. La temperatura all'interno del bosco è sensibilmente calata ma il fondo è asciutto (causa la profonda siccità di quest'inverno) e questo ci permette di affrontare il percorso, caratterizzato anche da singletrack, con un piglio un pò più sicuro viste le diverse asperità, la roccia in Liguria è predominante. Sentire il fondo roccioso sotto le proprie ruote è una sensazione bellissima, per non farsi cogliere di sorpresa occorre ammortizzare anche con braccia e gambe il passaggio sulle rocce e dimenticarsi dei freni se la stessa è bagnata. Tutto questo mette a dura prova bicicletta e fisico ma è proprio questo il bello. Prima di concludere la prima discesa ci fermiamo in quanto un problema meccanico occorso alla bici della nostra guida Sergio A. ci impone un primo pit stop, e così ne approfittiamo anche per prender fiato e scattare alcune foto.

da sinistra Sergio M, Fede, Sergio A. e Yurino



da un lato la Merida incastonata nella roccia, dall'altro Sergio A. & Fede at work

Il primo intervento della giornata è andato a buon fine, siamo così pronti a riprendere il nostro cammino continuando la discesa che dal boschetto ci riporta verso le prime abitazioni ai confini di Finale; oltre alla giornata di sole che ci sta accompagnando, con una temparatura che ha toccato i 19 °C, anche la segnaletica e addirittuara le vie sembrano dalla nostra parte quest'oggi e così durante una seconda ma breve sosta, allo scopo di ricompattare il gruppo, l'obiettivo della nostra macchina fotografica coglie un augurio davvero particolare...



anche le vie di Finale stanno dalla nostra quest'oggi!!!

Una volta compattato il gruppo ascoltiamo la nostra guida che ci prospetta i sentieri e quindi i diversi gradi di difficoltà che affronteremo; le discese ancora in programma sono il toboga e la dh donne ma queste vanno guadagnate sul campo ed allora ecco che c'è da affrontare di nuovo la salita.

Le sensazioni sono ottime, nell'aria c'è un profumo particolare, si sente palpabile che quello di quest'oggi non sarà un giro come tanti; ad ogni discesa, incrociando gli sguardi dei miei compagni, riesco a vedere una gioa ed un' emozione diversa dal comune ed è difficile persino descrivere questi momenti. Un pò come lo sguardo dei bimbi quando aprono i regali nella mattina di Natale.



Nella foto sopra il "sempre verde" Matteo, Sergio A., sullo sfondo la coppia di bikers Vale&Alfredo e a destra il Fede - un piccolo briefing tecnico & la gioia di pedalare in un ambiente magico..Ora si riparte, le salite ci aspettano!



All'inizio della salita il nostro gruppo si mischia per circa un chilometro con altri bikers, qualche saluto fra fratelli, le solite occhiate a scrutare le mountain reciproche e i due gruppi si distanziano dirigendosi ognuno per la propria strada. Quest'oggi siamo in dieci e l'affiatamento è molto buono. Arrivati alla Grotta dell'Arma a circa 16-17 km del nostro giro, ne approfittiamo nuovamente per una breve sosta, salutiamo Paolino che ci deve lasciare perchè ha un appuntamento con il volo in parapendio, mentre Valentina e Alfredo scattano qualche foto all'interno delle grotte.
Prima di raggiungere la cima del 'Bric dei Crovi' ci fermiamo ancora per un altro problema tecnico, questa volta si tratta di una foratura con un taglio piuttosto evidente alla ruota anteriore di Sergio M. ma grazie alla sua esperienza, e all'assistenza del nostro meccanico Federico, ripartiamo subito con la voglia di raggiungere al più presto la cima prima delle discese.



Arrivati a questo punto le fotografie si sprecano, il gruppo pian piano si riunisce e attorno a noi un paesaggio meraviglioso, la vegetazione rigogliosa della macchia mediterranea rappresenta poi la ciliegina sulla torta.




Valentina e Alfredo raggiungono brillantemente il 'Bric dei Crovi', nei loro sorrisi leggiamo una immensa soddisfazione dopo gli sforzi fatti, una forte emozione per le prossime discese ma nei loro sguardi quest'oggi brilla una nuova luce!

Qualche scatto rubato alla tribù dei bikers, si scherza un pò, s'indossano le protezioni (per chi le ha) e ci si prepara per la discesa.

Ci aspettano in sequenza due gran belle discese: il toboga e la dh donne.
Chi affronta la discesa del toboga per la prima volta probabilmente non si diverte come chi l'ha già affrontata in passato in quanto, conoscendo maggiormente le linee, riesce ad arrivarvi con maggior velocità e sfruttare al meglio tutte le sponde a disposizione ma comunque statene pur certi che le emozioni sono grandiose per tutti e la prima cosa che viene in mente è quella di poterla ripetere al più presto.



Varigotti vista dall'alto



the sound of silence



Da qui la veduta è da brivido, non ci sono parole per descrivere ciò che stiamo ammirando ed infatti per quasi un minuto rimaniamo attoniti ad osservare le bellezze della natura circostante, in queste occasioni l'unica cosa saggia che può fare l'uomo è quella di rimanere in silenzio.



Ancora qualche scatto prima di affrontare il singletrack che ci porta verso la dh donne, da brivido per chi soffre di vertigini ma con una veduta che non ha prezzo.

L'ultima iniezione di pura adrenalina ci viene somministrata tramite la dh donne, grazie anche ai saggi consigli della nostra guida Sergio A., la affrontiamo con la giusta prudenza anche perchè per la quasi totalità del gruppo è la prima volta - qualche ruzzolone non ce lo facciamo mancare, ma fa parte del gioco, e dopo circa 25 chilometri ed un migliaio di metri di dislivello puntiamo così le nostre ruote in direzione Finale.
Arrivati alle auto ci cambiamo e andiamo alla spasmodica ricerca di un baretto per poter placare la fame e la sete derivanti dallo sforzo fisico di oggi - menù del giorno: panino & birretta!





Yurino sembra chiedere già il bis.. oppure è solo un gesto in segno di 'vittoria'



Sergio è ancora attonito per la bellezza del giro di oggi, una di quelle uscite che lasciano il segno





Le ultime battute fra amici, il sole che va a nascondersi ad ovest, è giunta l'ora di ripartire con la certezza che presto torneremo ancora su questi sentieri.

Un ringraziamento doveroso a Sergio del Cai di Novi Ligure che quest'oggi si è reso prezioso come guida al nostro gruppo ed un saluto anche a Giuliano (sempre del Cai di Novi), incontrato quest'oggi lungo il percorso, a presto ragazzi!



Le nostre pagelle




Valentina voto 9,5. Semplicemente grandiosa, ha affrontato le salite con il giusto piglio, senza mai mollare. In discesa sensazionale, una kamikaze.



Sergio A. voto 9. Guida impeccabile.



Alfredo voto 9. Ha superato alcuni drop senza problema alcuno, sfruttando al massimo la sua full. Implacabile!




A tutti gli altri voto 8,5



Voto 0 a chi si ostina a gettar rifiuti a terra. E' incomprensibile pensare che esistano al giorno d'oggi appassionati di sport all'aria aperta in grado di gettare a terra dei rifiuti. A gente così ci sentiamo in obbligo di suggerir loro, invece di uscire in mtb o anche solo per una gita fuori porta a piedi, di restarsene a casa o al massimo si concedano un'uscita al centro commerciale - qui fra l'altro avranno la possibilità di imbattersi in qualche cestino dei rifiuti e forse potrà venir loro in mente il perchè della loro esistenza.


Fare sport all'aria aperta in generale, ma ancor di più in montagna, da emozioni indescrivibili ed oltre all'aspetto ludico (nel nostro caso garantitoci dalla mtb) subentrano altri fattori che toccano quasi la sfera spirituale, l'entrare a stretto contatto con la natura e la montagna in particolar modo. Per queste ed altre ragioni non sono tollerabili comportamenti del genere, in primo luogo per il rispetto della natura e del paesaggo circostante, ed in secondo luogo per una questione di rispetto nei confronti di chi, dopo di noi, avrà la fortuna di calcare gli stessi sentieri.



..stay tuned!



fab

martedì 20 dicembre 2011

Last ride in Val Curone.. un'uscita 'croccante'

Fabbrica Curone, 19 Dicembre 2011


Poteva essere un lunedì mattina come tanti altri, routinante, forse un pò caotico visto l'approssimarsi del weekend natalizio, con la gente pronta a sgomitare pur di ultimare gli acquisti e invece si è trasformato in un lunedì da leoni, trascorso pedalando attorno allo scenario magico della Val Curone, definita da qualcuno "stupendamente stupenda".
Appuntamento alle ore 12:00 davanti a casa di Fede, con un Paolino scalpitante in pole position sul suo furgone, carichiamo le mountain e partiamo, destinazione Selvapiana - all'appello manca solo Sergio, bloccato da impegni lavorativi, ma comunque la compagnia è di quelle giuste, e come!


il Cast
il Fede
meccanico Olmo - rappresentante mtb 'I Brìc'
personalmente l'ho definito 'il guru' della mtb














Paolino
trialtleta Sai Frecce Bianche - ama volare con il parapendio
unici sport non praticati: le bocce e il calcio











Fabry
myself














Durante il viaggio cerchiamo di assecondare un pò il freddo della mattinata, nonostante sia mezzogiorno e vi sia un bel sole, il clima è 'frizzante' ed allora iniziamo a scaldarci un pò parlando di quello che sarà il giro della giornata; Paolino è prodigo di consigli sul percorso da affrontare, essendoci stato appena due giorni fa (sempre in mtb), ha il polso della situazione e ci svela le condizioni climatiche e del terreno definito dallo stesso "croccante" - aggettivo come non mai azzeccato per spiegare come il gelo abbia reso il terreno compatto, con le pietre quasi fossero unite in un unico blocco e qualche piccola pozzanghera ormai completamente ghiacciata.


Man mano che ci si avvicina alla meta restiamo quasi stregati dal panorana che si profila all'orizzonte, la catena montuosa del nostro appennino e dall'altro lato in lontananza, quasi ad intersecarsi, la maestosa catena montuosa delle Alpi, finalmente innevate!






Si parte!!
Ultimati i preparativi, ci si scalda un pochetto, e siamo pronti a quella che sarà una delle ultime uscite del 2011 - partendo da Selvapiana, nel Comune di Fabbrica Curone, percorriamo circa 3-4 chilometri su strada asfaltata, abbandoniamo gli utimi centri abitati e ci immergiamo completamente nella natura meravigliosa di questa valle. Il tepore del sole offerto da una giornata a dir poco favolosa spinge qualcuno di noi a 'spogliarsi', evitando spiacevoli inconvenienti che potrebbero verificarsi se 'troppo vestiti' - pedalando in salita la temperatura corporea si alza in fretta ed è bene capire come doversi coprire, così ne approfittiamo anche per scattare qualche foto del paesaggio che ci circonda..



La salita è tosta, ma una volta arrivati sui nostri terreni preferiti, e abbandonato l'asfalto, subentrano altri fattori che quasi fanno mettere in secondo piano la fatica; saliamo lungo un sentiero pedalabile ma con discrete pendenze, attorno a noi boschi stupendi con conifere che portano quasi il pensiero alla vicinissima Liguria e man mano che si sale ecco che le nostre ruote saggiano quello che Paolo ha definito il terreno croccante - la sensazione, almeno per il sottoscritto, è strana quasi come forare, la gomma posteriore scivolando impercettibilmente mi dava una sensazione davvero singolare.


La nostra meta, grazie alla guida di Paolo, è quella di raggiungere la cima del Monte Boglelio (quota 1491 m.) dopo circa 15 chilometri di salite che ci faranno raggiungere il nostro agoniato "millino", tradotto mille metri di dislivello!


Arrivati più o meno al tredicemsimo chilometro facciamo un' altra breve sosta, giusto il tempo per soddisfare le curiosità di Paolino e Fede, arrivati ad un bivacco, io intanto ne approfitto per scattare qualche foto, prender fiato e mangiare della cioccolata.

La sosta deve esser breve in quanto il rischio, visto il clima, è quello che si abbassi troppo la temperatura corporea, inoltre è importante mantenere 'caldi' i muscoli delle gambe e quindi ...pedalare!


Approssimandosi alla cima, ad un paio di chilometri dal traguardo, ecco che si incontrano un paio di rampe quasi proibitive, il fiato si fa sempre più affannato ma, sostenuto dai miei compagni, tengo duro e conquistiamo la vetta! la vista è mozzafiato tanto che in un secondo la fatica ed il freddo sopportato vengono ampiamente dimenticati, le sensazioni sono davvero uniche - ci fermiamo una manciata di minuti giusto il tempo di condividere, oltre al panino e un pezzo di cioccolata, lo spettacolo offerto dalla Val Curone. Di fronte a noi la catena montuosa delle Alpi, dalle imponenti cime del Monte Rosa e Monte Bianco alle Alpi Marittime, passando per l'inconfondibile cima del Monviso.





Le temperature da un lato, e la voglia di affrontare la discesa dall'altro, ci spingono a ripartire al più presto. E' indispensabile coprirsi al meglio prima di iniziare la discesa, la sola adrenalina in questo periodo dell'anno non basta.


Le emozioni che si provano durante la discesa, ed in un contesto paesaggistico del genere, sono davvero indescrivibili, uno dei fattori che ci spingono ad amare così tanto questo sport.


Dopo circa 27 chilometri facciamo ritorno a Selvapiana, con un pieno di adrenalina ed appagati per quella che dovrebbe essere la nostra ultima uscita del 2011. La Val Curone è decisamente un ottimo traguardo per concludere al meglio la stagione in corso ed aprire quella del nuovo anno.


Prima del ritorno a casa facciamo un pieno al bar di Fabbrica Curone e ripartiamo.. c'è chi si fa un panozzo con birretta, chi un the caldo e biscotti..


Un ringraziamento doveroso a Paolino per l'insostituibile guida ed uno agli amici del tortonese e della Val Curone in quanto anche grazie a loro quest'anno siamo venuti a contatto con questi sentieri incredibili, a due passi da casa nostra. Noi Bricchers come già detto siamo a disposizione per appoggiare ed eventualmente contribuire alla sentieristica di questa valle che va valorizzata in quanto rappresenta un territorio unico. Purtroppo i Comuni ai piedi di questi monti devono far fronte a quelli che sono i problemi ben noti di spopolamento, i giovani per motivi di lavoro abbandonano questi paesini... e noi ce li vogliamo riportare magari in sella ad una bicicletta - che sia una mountain bike o bici da corsa, a voi la scelta!


a breve il link della traccia gps